Parco della Murgia

Trekking nel Parco Murgia

Escursione nel Parco Murgia

Il Parco della Murgia materana è un paesaggio rupestre suggestivo che narra l’antico passaggio dell’uomo che vi si insediò in epoche remote.
Caratterizzato da terreni rocciosi e profondi grotte e gravine utilizzate dall’uomo come abitazioni o per il culto, il Parco offre ricchezze naturalistiche e testimonianze storiche di enorme valore.
A prima vista l’intera zona sembra nuda ed aspra, incisa dalla gravina di Jesce, ma nasconde delle zone boscate e di macchia mediterranea. Geologicamente la Murgia è formata da blocchi di pietra calcarea dell’era secondaria, alternati da strati di terra rossa nei calcari più recenti o nerastra in quelli più antichi.
L’asprezza della Murgia nasconde una bellezza segnata da imponenti pareti rocciose, profonde gole e fresche gravine: un territorio incontaminato dove è possibile entrare in contatto con la Natura in tutte le sue forme.

Flora e fauna del Parco murgia

La flora del Parco Regionale della Murgia Materana comprende 923 specie, circa un sesto dell’intera flora nazionale. Passeggiando tra i suoi sentieri potrete ammirare un centinaio di specie rare. È composta da:

Leccio: albero diffusissimo in Italia che si trova principalmente in boschi aridi e nelle macchie. Albero sempre verde, presenta foglie di colore bianco nella parte inferiore e verde scuro nella superiore.

Roverella: presente nei boschi cespugliosi aridi della zona sub-mediterranea su terreni di natura calcarea. E’ un albero a foglie semi-sempre verdi.

Acero Minore: albero a folgie caduche alto fino a 12 metri. Si trova in boschi termofili di latifoglie, su colline aride, nelle boscaglie e nei luoghi rocciosi. Le foglie sono semplici con tre lobi e lucide nella parte superiore.

Rosa Selvatica: arbusto alto da 3 a 20 decimetri, lo si trova in tutto il territorio. Le foglie sono dentate, fiori bianchi con lobi rosei. Il frutto è di colore rosso.

Asfodelo: pianta molto comune nel territorio murgico, predilige terreni calcarei. Nel periodo autunno-primavera forma delle ampie distese di verde nel periodo precedente la fioritura e di bianco nel periodo in cui fioriscono. E’ costituito da un ciuffo di foglie verdi e da dei fiori bianchi stelliformi raccolti sulla sommità.

Malva: pianta con stelo, foglie lobate, fiori affastellati e corolle rosee. Fiorisce da maggio all’autunno. Le foglie ed i fiori hanno proprietà emolienti, lassative, rinfrescanti, calmanti e diuretiche.

Timo: pianta dall’aroma forte, contiene il maggior numero di proprietà terapeutiche. Lo si trova su tutto il territorio murgico e fin dall’ antichità è utilizzato come medicamento per usi diversi. Misto ad olio di semi, è un ottimo unguento contro le morsicature di serpenti, le punture d’insetto e le infezioni della pelle. La raccolta avviene tra aprile e luglio.

Origano: pianta aromatica usata sopratutto nella preparazione degli arrosti. Le parti utilizzate sono le sommità fiorite che si raccolgono nel corso della stagione estiva e lasciate ad essicare all’ ombra. La pianta ha anche delle proprietà curative infatti è usata come sedativo dei dolori e come antisettico delle vie respiratorie.

Menta: pianta molto diffusa e conosciuta per il suo profumo. Le parti utilizzate sono le foglie e le parti fiorite. Questa si raccoglie nella stagione estiva. Un tempo i pastori avevano sempre una fogliolina di menta tra i denti conoscendone il valore antidolorifico contro il mal di denti e come rinfrescante dell’alito.

Esemplare di falco grillaio

Esemplare di falco grillaio

Oltre all’interessante flora rupestre,  si nasconde una fauna molto ricca e variopinta, grazie anche al carattere scosceso e selvatico di alcune aree del Parco, che ha favorito l’assenza della presenza umana nel territorio a vantaggio di una fauna che ha trovato le condizioni ideali per la propria sopravvivenza. Gli appassionati di bird-watching  hanno l’opportunità di osservare specie come il biancone, il nibbio, il lanario, il capovaccaio. Un rapace a cui la città di Matera è particolarmente affezionata è il falco grillaio (Falco naumanni), striscignl nella definizione dialettale,  che nidifica sotto i tetti delle case abbandonate dei Sassi, tra le tegole, sui cornicioni dei palazzi e delle chiese del centro storico.

La fauna del Parco è composta da:

Capovaccaio: frequenta il Parco ed è l’avvoltoio di maggiori dimensioni. E’ lungo circa 65 cm. e vive in ampi spazi con pascoli e pareti rocciose, zone aride sia in pianura che in montagna. E’ di colore biancastro con remiganti nere. Si ciba di carogne di animali, resti alimentari, residui di cibo dagli immondezzai.

Grillaio: la specie è coloniale, le colonie appulo-lucane sono tra le più grandi. A Matera le coppie censite sono state 499, a Santeramo 478 ed ad Altamura 382. E’ lungo circa 30 cm. e vive in ambienti aperti, aridi o di campagna, con vegetazione bassa. Il maschio ha la testa e la coda di color grigiastro, il dorso marrone. La femmina ha la testa e la coda di color marrone. Si ciba prevalentemente di insetti di grosse dimensioni come cavallette e grilli.

Archeologia

Il popolamento della zona risale alla preistoria con presenze nel Paleolitico lungo il corso della gravina. Nel Neolitico si sono avuti i villaggi trincerati, l’uomo si trasformava in essere sedentario, si stabiliva sul territorio ed edificava il villaggio, primo esempio di una società organizzata. I villaggi trincerati più noti sono quelli di Murgecchia, Murgia Timone, Trasano, Tirlecchia e Serra d’Alto. Resti dell’età del Bronzo e del Ferro testimoniano l’abilitabilità della zona anche in queste epoche. Intorno al IV-V secolo, con l’avvento del Cristianesimo, l’altopiano murgico conobbe un nuovo tipo di popolamento: alle comunità pastorali esistenti si aggiungevano piccole comunità religiose. I monaci eremiti ritrovavano un luogo perfetto per la preghiera nelle cavità naturali dell’agro murgico. La Murgia si arrichiva di chiese, cenobi, laure ed asceteri con architetture ed affreschi di pregevole fattura. Il fenomeno monastico terminò intorno al XV secolo e la Murgia si popolava di masserie ed ovili.

Grotta Dei Pipistrelli: è ubicata sul fianco destro della gravina di Matera. Nella grotta sono stati ritrovati molti resti archeologici del Paleolitico medio, del Paleolitico superiore, del Neolitico,e dell’ età del Bronzo, conservati nel Museo Nazionale “D.Ridola” di Matera.

Villaggio Di Murgia Timone: si trova a 4 km da Matera su di un ampio altopiano a circa 415 m.s.l.m. La trincea con forma irregolare di un otto ed uno perimetro di 664 metri racchiude circa 25.000 metri di superficie all’interno della quale sorgevano le capanne degli abitanti. Presenta un fossato composto da due anelli, e due porte ne consentivano l’accesso nell’interno.

San Falcione: la cripta è suddivisa in un’aula, con a destra un ambone inserito in una cavità affrescata ed un’iconostasi ad arco immette in due presbiteri.Il piano di calpestio risulta abbassato per accrescere l’ambiente.

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