A Sud della Civita si estende il Sasso Caveoso, delimitato da Via Madonna delle Virtù e attraversato da Via Bruno Buozzi, strada ricavata da uno dei canali presenti fino agli anni ’30 detti grabiglioni. É il quartiere prevalentemente scavato nella roccia. L’origine del nome potrebbe infatti derivare dal latino“caveosus”, cioè con molte grotte, oppure dal fatto che si volge verso il paese di Montescaglioso, un tempo detta Mons Caveosus, o ancora dalla sua particolare forma ad anfiteatro, che ricorda la cavea romana. Pur presentando tracce di abitazioni e casali in epoca antica, ha cominciato a far parte della città intorno al Cinquecento, quando subì un forte popolamento dai flussi migratori provenienti dai Balcani. A sud del quartiere nacque la zona del Casalnuovo popolata da comunità di serbo-croati. Con il passare dei secoli, le abitazioni di questa zona sono state usate sempre più come cantine per la produzione e la conservazione del vino. Il Sasso Barisano invece si estende a nord ovest della Civita ed è il quartiere che presenta maggiore costruzioni, anche se in realtà anche qui l’interno delle abitazioni è scavato nella roccia. E’ attraversata da Via D’Addozio, ma il suo asse principale è Via Fiorentini, che come Via Bruno Buozzi sorge su un antico grabiglione. Anche qui l’origine del nome è incerta, potrebbe derivare dalla sua esposizione verso la città di Bari oppure dalla presenza della famiglia romana Varisius, da cui Varisius e quindi Barisano. Il recupero dei Sassi è cominciato proprio da qui, ed oggi risulta il quartiere più restaurato. Registra una più alta presenza di alberghi e ristoranti rispetto al Sasso Caveoso e alla Civita.

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